
Anche stamane, come tutte le mattine, attenderemo che scocchino le 7,30: l’ora di “Buongiorno regione!”, il nuovo programma d’informazione della Tgr. Ne siamo ormai consumatori abituali, al limite della dipendenza. Ci sembra a volte, ancora in pigiama, d’esser lì in studio e tant’è l’immedesimazione, così forte l’empatia, che non riusciamo mai a schivare l’angoscia dei conduttori, gli ottimi Enrica Cefaratti e Tonino Marone, allorquando è il momento passare la linea alla sala della Protezione civile. Qui, un uomo e una donna, leggono il bollettino meteo con la stessa voce ferma di un ubriaco che, pencolante dal ponte, canta Granada ai passanti. Noi un’idea l’avremmo: quella di trasferire la sede della Protezione civile a casa del collega Giovanni Mancinone che con quella suo sembiante manzoniano da Fra Galdino delle Noci, con quella sua aria bonaria da Frate Indovino, emolliente e rassicurante, solleverebbe il morale dei molisani, costretti ogni giorno a convivere con gli identikit dei propri governati, facce talmente asimmetriche che non sai mai se è meglio pareggiargli gli occhi, raddrizzargli la bocca, allineargli le orecchie o segargli direttamente la testa. Mancinone, invece, è uno tutto d’un pezzo, seppur rotondo, un compagno con la tonaca a posto. Massari, signor caporedattore, oscura quelle due facce da slavina della Protezione civile, e dacci Mancinone, anche una sua diapositiva, purché dispensi, come sa fare lui, indovinelli e consigli per l’orto, ricette e patatine fritte nel ’75, alla festa de “l’Unità”, quando la Protezione civile la dovevano ancora inventare e lui cantava “Bandiera rossa”.
Corrado Sala
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