giovedì 27 novembre 2008

Camerata Provolone


Come esiste quella di fragola o caffé, esiste anche la voglia di bocconcino che è quella, apparsa in copia unica, sulla fronte del camerata Scamorza. Con questo arabesco, come dire?, matesino doc, lo sturmtruppen di Bojano, in uno dei rari momenti di pausa nel fitto traffico di latticini che intrattiene con Roma, ha trovato il tempo di riunire la commissione per la verifica delle incompatibilità. Svegliatosi dal torpore caseario che lo contraddistingue, martedì scorso ha trasmesso al presidente Pietracupa una verbale col quale segnalava, oltre al rincaro del Galbanino e del pecorino pepato, anche l’incompatibilità del consigliere Pallante con la carica di sindaco di Frosolone. La cosa, non di secondaria importanza, sfuggita al camerata Scamorza, è invece nota a tutto il globo terraqueo. Quintino Pallante, da sindaco di Frosolone, si era dimesso già dal sabato che ha preceduto il martedì scamorzaro nel quale, tra una treccia e una ricotta, è apparso anche il verbale allo stracchino che rilevava e segnalava l’ingombrante incompatibilità. Non c’è male per uno che, entrando nel listino maggioritario, è entrato, come dicono a Carovilli (dalle parti del senatore Maciste che sull’argomento c’ha scritto una tesi di laurea), nella “pezza del formaggio”. Ma anche in questa circostanza la sorte è stata benigna. Partito con una solo timbro, il camerata Scamorza s’è ritrovato alla fine ad averne due. Da martedì, oltre a quella di bocconcino, sulla fronte gli è spuntata un’altra voglia, tutta meritata. Quella di provolone. Da camerata Scamorza a camerata Provolone. Una gran bella carriera.


Corrado Sala

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