martedì 11 novembre 2008

Sacrestani & Cow-boy


Quando ieri pomeriggio abbiamo letto la nota stampa divulgata da don Michele Iorio, la nostra idea era che in fondo vi avremmo trovato la firma di Brigitte Bardot, indomita nemica delle pellicce. Pensavamo, scorrendo le righe, che si trattasse di un’accorata difesa di visoni, ermellini o volpi. Si parlava, invece, di quei giovani “offesi” da Nuovo Molise, definiti anelli di una “catena clientelare” dinanzi alla messe di consulenze della regione Molise. Secondo Iorio Tse Tung i giovani, attraverso le consulenze, hanno invece potuto “lucrare una preziosa consulenza e dare alla regione Molise in contropartita il loro entusiasmo”. Insomma, col tipico linguaggio degli agrari quando hanno a cena il parroco (lucrare!?), Charlie Brown scrive del Molise come del Paradiso: “è una delle più virtuose regioni d’Italia per quello che riguarda il numero di consulenti puri”. Scrive puri, parla di entusiasmo, descrive il Paradiso e intanto pensa al panettone (quello suo) che questa schiera di lucrar tori entusiasti gli assicurano da anni. Consulenti puri, dice, il che fa pensare anche che ve ne siano di impuri, cioè quelli che non vivono di solo scrocco. Tra i puri e gli impuri, noi ci chiediamo a quale categorie appartengono gli estensori dei comunicati presidenziali. Ne conosciamo uno che da la mano a sole dita, come usa in sacrestia, e un altro che porge il palmo pieno, come chi ha appena venduto il vitello. Ma chi scrive, per Iorio, i sacrestani o i cow-boy?


Corrado Sala

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