
Si sa – e c’era da aspettarselo – le sciagure non vengono mai da sole. A parlare, due giorni fa, era stato il senatore Maciste, neoministro del Turismo e dello Spettacolo (e che turismo e che spettacolo!). A ruota, puntuale come una cambiale, è intervenuto il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America e futuro Pontefice, l’onniscente Michele Petraroia, produttore alluvionale di comunicati stampa che ieri ha ripercorso gli ultimi 232 anni di storia americana. “I have a dream”, ha esordito Mike the roller, pensando alla prossima partita dell’Inter. “I have a dream”, una frase pronunciata quando little Mike era già al mondo con la scritta CCCP stampata sulla divisa. La casacca, per intenderci, era quella dei “rossi” per i quali ha tifato tutta la vita. Oggi, a dimostrazione che la storia sarà sì maestra di vita ma non conosce il pudore, i principali Dj italiani che festeggiano Obama, sono proprio i compagni rifatti. Da Veltroni a Petraroia, immemori e furbetti, questi “rossi” al rosolio si sono abilmente riciclati, passando dal Patto di Varsavia al patto della pagnotta. Oggi fanno gli americani mentre ieri, contro gli Amerikani (quelli con la kappa), marciavano – per dirla alla Guccini – con l’eskimo addosso e le tette al vento. “I have a dream”, sospirano Walter e Mike. “Il mondo è cambiato, l’America è cambiata”, risospirano. Quelli che invece non cambiano mai, sono sempre i furbi. Compagni ieri, americani oggi. Magna magna sempre.
Corrado Sala
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