
Scusi, Di Pietro, com’è andata la raccolta delle olive? “Noi, dell’Italia dei Valori…”; e il vino, onorevole, com’è il vino quest’anno? “Noi, dell’Italia dei Valori…”; e le vacanze di Natale, le passerà a Montenero? “Noi, dell’Italia dei Valori”. Fateci caso, qualsiasi cosa voi chiediate a Di Pietro, egli vi risponderà sempre con quell’incipit recitato ad occhi sgranati, a palmi aperti e con movimenti sussultori del capo che ricordano quelli delle galline quando scoppia il temporale. Anche se gli chiedete: onorevole, ce l’ha uno “svedese”, un cerino, un ceppo per accendere il sigaro? Egli vi guarderà ad occhi “scopparelli”, come dicono in Umbria, e poi partirà come un giocattolo a molla: “Noi, dell’Italia dei Valori…”. Ecco, loro, dell’Italia dei Valori, si sono riuniti ieri a Campobasso; da sinistra a destra, come ce li hanno mostrati le telecamere: Anita Di Giuseppe, la gemella Kessler scampata a Canzonissima, Peppiniello a’paglietta, detto Astore, l’onorevole Trebbia, con barba Trappista al carboncino, Massimo Romano, l’E.T. di Bojano, e, senza bigodini, il presidente dell’associazione Consiglieri sordomuti, Nicandro Ottaviano. Tutti insieme, e ad uno ad uno, ci hanno ricordato che il Creatore, che si sa qualche cantonata la prende (leggi alle voci Fusco e Maciste), ce li ha mandati sulla terra con una missione precisa: fare, fare, fare. In missione per conto di Dio, come i Blues Brothers, loro hanno un solo principio: la politica del fare. L’hanno ripetuto in tutte le salse, finendo persino con l’accusare di plagio Charlie Brown. “Iorio ci ha copiato la politica del fare”, ha gridato l’onorevole Trebbia. E’ vero! Questi due, quanto a fare la “mmuina”, come dicono a Napoli, sono proprio due gocce d’acqua.
Corrado Sala
Corrado Sala
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