martedì 4 novembre 2008

Ordinanza di morte


"Qui giace Corrado Sala. Per una sola volta, in vita sua, fu d’accordo col senatore Maciste. Non smise mai di vergognarsene". Questo epitaffio noi vorremmo venisse scolpito sul nostro cippo funerario quando lasceremo questo mondo. E’ accaduto che ieri, 4 novembre, Ulisse Maciste, sottraendosi per qualche attimo al suo insostituibile ruolo di controfigura del milite ignoto, prendesse carta e penna e vergasse una nota di biasimo nei confronti di Peppe Di Fabio, sindaco di Campobasso ancora per poco. Coprendosi di ridicolo, oltre che di vergogna, il primo (sic!) cittadino del capoluogo ha emesso un’ordinanza di morte per i cani randagi. Anziché avvelenarla, Di Fabio la classica polpetta l’ha proprio eliminata. Chi vuole sfamare un cane affamato deve intestarselo. Obbligatorio. In caso contrario pronte le sanzioni penali e amministrative. Anziché premiare i benefattori degli animali, Di Fabio, cui va la palma di Erode delle quattrozampe, pensa bene di stangarli. L’evangelico principio, quello del “dar da mangiare agli affamati”, per Peppiniello da Campobasso è un crimine. Questo, beninteso, quando affamati sono gli animali cui, notoriamente, non è assegnato il diritto di voto. I cani a pancia piena, per Di Fabio, sono pericolosi. Figuriamoci a pancia vuota! Ecco, noi dobbiamo essere grati a questo San Francesco rovesciato e di provincia. Egli ci offre una grande occasione, quella di dirgli, apertis verbis, che non lo vorremmo non solo come sindaco ma, quando ci pianteranno la lapide, nemmeno vicino di fossa.

Corrado Sala

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Corrà, sei tu o è Ulisse Di Giacomo??

Anonimo ha detto...

...La foto del profilo, intendo..naturalmente

Anonimo ha detto...

E’ inverno. Fa freddo ma la mattina devi alzarti e devi andare al lavoro.
Guarda, un povero cagnolino randagino. Domani ti porto qualcosa da mangiare, e anche dopodomani; non ti preoccupare, ti curo io.
Dopo due giorni, vedi che i cani sono diventati tre. Uno è proprio malridotto. Non vi preoccupate, vi curo io; domani aumento la porzione e vi sfamo tutti.
Dopo una settimana i cani sono sette. Ma non vi preoccupate. Porto più roba. Come sono carini.
Dopo due settimane vedi che il marciapiede dove camminavi abitualmente è diventato un percorso minato. Ma chi pesta la cacca di cane è fortunato!!! Come sono carini.
C’è puzza di piscio dappertutto. Come sono intelligenti: hanno segnato il territorio. Che bello, li ho fatto sentire a casa loro. Ringhiano ai passanti, inseguono le macchine, si azzuffano con altri cani che vogliono arrivare, si azzuffano un po’ anche fra di loro; difendono la loro proprietà, ma come sono carini.
Quella bambina si è messa a correre e piange; non capisce che loro vogliono giocare; come sono carini.
Gli automobilisti sono indisciplinati, non sanno che i cani escono all’improvviso in mezzo alla strada? Quei tamponamenti si potevano evitare, basta sapere che ci sono i nostri amici cani; come sono carini.
La gente non deve fare gesti bruschi quando passa di qui, per forza loro la prossima volta che ripassano cercano di azzannarli; hanno paura, LORO. Come sono carini.

Anonimo ha detto...

Di Fabio è diventato la barzelletta di internet insieme ai suoi compagni di merende.
Lo sa che questo è maltrattamento di animali?!
Lo sa che è reato?!
Se trovo un cane morto di fame per le strade di Campobasso GIURO CHE VADO A DENUNCIARE IL SINDACO!

Anonimo ha detto...

La barzelletta sono gli animalisti della minkia....
Fino a poco tempo fa i cani randagi non esistevano perchè venivano ammazzati dai padroni... poi si è diffusa la perversa cultura dell'animalismo che dapprima ha insegnato vhe i cani non si ammazzano ( e su questo posso essere d'accordo ) e poi che vanno protetti e finendo per punire chi li abbandona... la solita legge italiana inapplicabile per fortuna!! ma che inguaia comunque chi gestisce la cosa pubblica e deve pur prendere provvedimenti ...

Quelli che si indignano per l'ordinanza di Di Fabio. potrebbero portarseli a casa loro quei cagnacci rognosi che stanno per strada e risolvere il problema..