
“Noi dell’Italia dei Valori siamo per un reale taglio dei costi della politica a partire dalla costituzione di un unico Parlamento sino ad arrivare all'abolizione delle comunità montane passando per le Province”. Questo lodevole proposito iperabolizionista lo si deve al figlio dell’onorevole Trebbia, Cristiano Fascina-Granella, consigliere provinciale di Campobasso. A questo Escamillo di Montenero, una specie di Fusco-Perrella da corsa campestre, l’Italia dei Valori ha assegnato una funzione vitale per l’intero movimento dipietrista: quella di disco rotto. E’ a lui, e solo a lui con l’eccezione dell’illustre genitore, che spetta di recitare l’imperioso incipit: “Noi dell’Italia dei Valori”. Quello che, per intenderci, questa genia di lor signori mette ovunque, anche al ristorante. Cameriere - “Allora, il signore ha deciso?”; Di Pietro (Junior e Senior) – “Noi dell’Italia dei Valori siamo per il timballo e la gallina ripiena”; “E da bere, cosa gradiscono?” – “Noi dell’Italia dei Valori siamo per il mosto, crudo e cotto”. Insomma, preceduto dall’ossessivo refrain, Cristiano Fascina-Granella, consigliere provinciale, ha proposto l’abolizione delle province, evitando però quella di se medesimo. Così, alla prossima tornata, ce lo ritroveremo, timballo e ripieno, direttamente in regione. Tutto questo col placet dell’illustre papà Trebbia, dimentico che il nepotismo, il familismo e il papatismo, sono tra le degenerazione peggiori del tanto combattuto verminaio politico. Timballo e gallina, mosto crudo e cotto e cervello a bagnomaria.
Corrado Sala
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