sabato 20 dicembre 2008

Long John


Come per il vino, il formaggio e l’olio, esiste il doc, la denominazione d’origine controllata, anche per gli editori e i giornali. Lo stabilisce una proposta di legge regionale e ce lo ha ricordato, dal posto fisso che occupa in piazza Navona, con una tortora in testa, anche il senatore Maciste. “Questa legge - scrive Maciste, con la penna in una mano e la bottiglia del Long John nell’altra – metterà i nostri editori, quelli veri, non quelli che utilizzano i fondi pubblici arraffati fraudolentemente per diffamare e ingiuriare tutto e tutti, nella condizione di poter svolgere il loro lavoro con maggiore tranquillità”. Non ne abbiamo dubbi, da oggi saremo tutti più tranquilli, compresi i sanitari del San Camillo dove Maciste, pronunciate queste parole, è stato immediatamente trasferito per un elettroencefalogramma che, come prevedibile, non ha mostrato la solita linea zigzagante, comunque esclusa in partenza dai medici, ma una scritta nera su fondo bianco: Nuovo Molise. E’ stato chiaro, a quel punto, che l’attività cerebrale macistiana non è fatta, come per tutti, di reazioni elettrochimiche ma di ossessioni. E tra queste, quella più robusta, riguarda la stampa diffamante e ingiuriosa, cioè quella che tutti i giorni, come per il vino, il formaggio e l’olio, e adesso anche per i giornali e gli editori, gli ricorda che il doc esiste anche per i miracolati e che tra questi, Maciste, nella classifica è il più doc e miracolato di tutti.

Corrado Sala

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