
Ci è occorso, questo fine settimana, di visitare il castello Ciamarra a Torella del Sannio. Occasione il gustosissimo evento, “Misteri e sapori”, organizzato dalle quelle due belle teste (e non solo) di Michela Ciamarra e Antonella Santillo, spiritatissime animatrici dell’associazione “Molisando”. Tra le tante e meravigliose cose che abbiamo visto, accompagnati dalla misteriosa e coltissima castellana Angela Piscitelli, ne abbiamo scorto una che, per mancanza della materia prima, non potrà mai essere utilizzata sui politici molisani. Almeno nella forma classica d’impiego. Si tratta di una ghigliottina portabile con la quale secoli addietro, in quel castello, fu mozzato il capo a un malfattore. Ora, potreste voi mai ghigliottinare il senatore Maciste, l’onorevole Camillina o, pescando tra le seconde e terze file, l’assessore Montalcini, il camerata Scamorza, il sindaco don Nicander, il consigliere Fascina-Granella oppure, scendendo sempre più in giù, qualcuno dei bagagli a mano di don Michele da Morrone? Qualcuno, per capirci, di quelli che Charlie Brown porta sempre con se in Italia e all’estero. Potreste, al più, mozzargli la lingua o un orecchio, la punta del naso o gli alluci dei piedi ma, per quanto possiate disperare, non vi riuscirà mai di rasoiarli quella cosina rotonda che il Creatore, fatte le gambe, il tronco e le braccia ha apposto sul collo col nome di testa. Per aver successo vi resterà una sola via. Ghigliottinarli, come dire?, da dietro. Talvolta la Natura, che si sa è imperfetta, mischia le cose. Specie in politica dove le terga, e la testa, spesso occupano lo tesso posto.
Corrado Sala
Corrado Sala
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